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CAMBIO DI PARADIGMA E PARADOSSI NEL PASSAGGIO DALLE ENERGIE FOSSILI

A QUELLE DA FONTI RINNOVABILI: DAL FINITO VERSO L’INFINITO E L’INFINITESIMALE.

 

Di Andrea Roggero

 

 

Alla base del lavoro di ECR Technologies ci sono delle profonde convinzioni circa i temi fondanti delle innovazioni e del cambiamento che le energie rinnovabili portano con sé. Tra queste convinzioni vi è il fatto che lo sviluppo delle energie rinnovabili non rappresenti solo una innovazione, ma un vero e proprio cambio di paradigma.

 

Cercando quindi tra le definizioni di “paradigma” troviamo, tra gli altri: “Il complesso delle teorie, dei valori e delle credenze scientifiche e metafisiche che costituiscono la cornice di riferimento entro cui si situa una fase dell’evoluzione delle varie discipline scientifiche”.

 

Partendo quindi da tre parole chiave: paradigma, evoluzione ed economia (quest’ultima in quanto disciplina scientifica), è curioso notare quanto queste tre parole, oltre ad essere legate nella definizione stessa di paradigma, portino a riflettere su un interessante paradosso relativo al tema delle energie rinnovabili.

Infatti, un’evoluzione come quella che accompagna il passaggio dalle energie prodotte mediante l’utilizzo di materie fossili, a quelle prodotte mediante lo sfruttamento delle energie cosiddette rinnovabili, porterà inevitabilmente ad un cambio di paradigma, anche e soprattutto in materia di economia, trattandosi appunto di una radicale evoluzione (e trasformazione) della cornice di riferimento.

 

Questo perché in primis si tratta di un passaggio da un modello legato allo sfruttamento di risorse finite (materie fossili), ad uno riferibile a risorse di energia teoricamente infinite (energia solare, eolica, etc.) o che tendono all’infinito.

 

L’interessante ed intuitivo paradosso economico che lega tutto questo insieme è che, mentre il costo di estrazione e sfruttamento delle materie fossili tenderà a crescere esponenzialmente, man mano che  queste tenderanno a scarseggiare, per contro ed in maniera inversamente proporzionale, il costo unitario dell’energia prodotta da fonti rinnovabili tenderà a diminuire verso valori infinitesimali.

 

Per ottenere questo risultato, è ovviamente necessario che i sistemi per la produzione di energia elettrica mediante lo sfruttamento delle energie rinnovabili possano svilupparsi, sia in termini di diffusione su larga scala, che in tema di rendimento e di efficienza energetica complessiva.

 

Altri interessanti paradossi economici sono naturalmente legati ai cosiddetti “costi ambientali”. Mentre questi infatti, nel caso delle energie da fonti fossili aumenteranno con il crescere della produzione, con le energie da fonti rinnovabili tenderanno a diminuire in maniera direttamente proporzionale all’aumentare del loro impiego.

Anche dal punto di vista geografico vi sono dei paradossi che meritano una menzione: le analisi condotte su scala europea e mondiale, evidenziano come nei paesi con maggiore disponibilità economica pro-capite (ad esempio quelli compresi nella fascia nord-europea), vi siano i maggiori investimenti e la maggiore diffusione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili (fotovoltaico, eolico, etc.). Ma paradossalmente siano anche quelli dove la disponibilità, ad esempio di sole, è più scarsa rispetto alle aree geografie (fascia sud-europea e nord-africana) dove invece i rendimenti, a parità di impianti installati, sarebbero di gran lunga superiori. 

 

Da ultimo ma non meno importante, sempre sul fronte prettamente economico, è interessante mettere in evidenza una considerazione che già di per sé giustificherebbe un massiccio investimento e ricorso all’utilizzo delle energie rinnovabili. Trattandosi, come detto sopra, di un costo energetico unitario destinato a diminuire al crescere della produzione, questo ben si abbina ad un’altra evidenza storica legata all’andamento economico degli ultimi decenni, ed in modo particolare al periodo della cosiddetta “crisi petrolifera”. Come è noto infatti, il costo dell’energia è una variabile economica che, qualora troppo alta, tende a deprimere il mercato, in particolar modo il settore industriale e manifatturiero. Al contrario, un basso costo dell’energia è in grado di dare un notevole impulso allo sviluppo economico, sia a livello locale che globale. Sarebbe quindi una grave mancanza di visione strategica, relegare lo sviluppo delle energie rinnovabili prettamente in un’ottica di risparmio domestico o limitata alle fasce della popolazione con una più sviluppata coscienza ambientalista, giacché nessun settore economico può prescindere dal considerare un basso costo energetico come un primario ed essenziale fattore di crescita. 

 

Tutte queste considerazioni ci portano a concludere con solare evidenza, quanto sia indispensabile - nell’ottica di futura crescita sostenibile - investire sempre di più nello sviluppo per lo sfruttamento delle risorse rinnovabili e nelle tecnologie ad esso legate. Noi di ECR crediamo che il cambio di paradigma sopra descritto non solo sia possibile, ma vada visto in una reale prospettiva di investimento globale a medio e lungo termine. Questo processo potrà così garantire il superamento dei paradossi esistenti e realizzare eccellenti risultati, sia dal punto di vista ambientale che da quello economico.

 

 
 
 
 

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